V edizione Good News Festival

Quando la fede si racconta in musica

Verso la finale della quinta edizione della rassegna promossa dal Servizio diocesano

per la pastorale giovanile, con dieci brani in gara.

Mettersi in ascolto della voce dei giovani attraverso i testi e la musica d’ispirazione cristiana. àˆ l’obiettivo del Good News Festival, arrivato quest’anno alla sua quinta edizione. La finale, che vede in lizza dieci brani interpretati sia da gruppi che da singoli giovani cantanti, sarà  ospitata domenica 23 giugno alle 21 dall’Auditorium Seraphicum (via del Serafico 1). Madrina della serata sarà  Lorella Cuccarini, che presiederà  la giuria. Conduttori: Lorena Bianchetti e Gianpiero Perone. «àˆ bello vedere come ogni anno la manifestazione cresca sempre di più – dice don Maurizio Mirilli, direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile, che organizza l’evento -, sia per quanto riguarda la risposta del pubblico sia per la qualità  artistica dei partecipanti».

Sono stati più di cinquanta i brani presentati all’inizio di questa edizione. Attraverso varie fasi sono state scelte le proposte musicali più interessanti e, dopo le semifinali, sono dieci le canzoni che approderanno alla finalissima. Il tema che ha caratterizzato l’edizione di quest’anno è stato: «Mi fido di Te», «con quella “t” maiuscola – precisa don Maurizio – che non è per niente casuale. Celebriamo l’Anno della fede e i ragazzi del Good News Festival, attraverso la loro musica e i loro testi, hanno spiegato cosa vuol dire fidarsi di Dio e quanto sia importante annunciare il Vangelo in una società  che spesso non accetta le tematiche della fede, soprattutto in campo musicale e culturale». Una particolarità , quest’ultima, soprattutto europea. In America, non solo nel Nord dei predicatori battisti ma anche e soprattutto tra i cattolici sudamericani, la «christian music» è un genere che raduna migliaia di giovani durante i concerti e i tanti festival dedicati in diversi Paesi, quali Brasile, Argentina, Colombia e negli stessi Stati Uniti, culla, alla fine degli anni Sessanta, della cosiddetta «musica cristiana contemporanea».

Ma è un futuro roseo quello che don Mirilli prevede per il Good News Festival e, più in generale, per la «christian music» nel nostro Paese: «In questi cinque anni abbiamo coinvolto sempre più giovani, molti provenienti anche da altre diocesi come Bari e Verona. Stiamo maturando una bella esperienza che trova supporto ed eco anche sui media». Nella settimana che precede la finale, gli artisti in gara partecipano infatti ad alcune trasmissioni televisive dell’emittente Tv2000 nel corso delle quali verrà  assegnato il premio della critica. «Ci auguriamo che, a partire da Roma – conclude don Maurizio -, si possa contribuire a far crescere in Italia la musica cristiana contemporanea. Il sogno è che anche nel nostro Paese, un giorno, si possano organizzare grandi concerti in cui centinaia di giovani, qui a Roma e in altre città , cantino la propria fede».

Auspicio condiviso da padre Raffaele Giacopuzzi, direttore artistico del Festival. A lui è affidato forse il compito più importante, quello di far comprendere che la nuova evangelizzazione passa anche attraverso la musica contemporanea: «Il Vangelo non ha paura di usare linguaggi moderni – sottolinea il sacerdote, vicario parrocchiale alla Santissima Trinità  a Villa Chigi -. Ecco perché è nostro compito usare questi linguaggi anche e soprattutto per avvicinare i giovani alla bellezza della Parola di Dio». Padre Raffaele è stato da sempre impegnato in quella che si può definire «pastorale musicale»; ha sempre suonato, interpretato e scritto canzoni che parlano del rapporto tra gli uomini e Dio. Come nel suo ultimo album dal titolo «Un gommone verso il cielo»: «Un viaggio verso Cristo attraverso gli ultimi – spiega padre Raffaele -. Ho tentato di raccontare una serie di storie di uomini che agli occhi della società  sono piccoli ma che, alla luce della loro fede, sono in realtà  dei giganti». Attraverso sonorità  rock e rhythm and blues, padre Raffaele racconta come Dio agisce nella vita della gente che sa riconoscerlo nei piccoli particolari della quotidianità . Ed è questa esperienza, maturata sui palchi dei più importanti festival di musica cristiana nel mondo, tra cui il Multifestival Banuev a Buenos Aires, che padre Raffaele mette a disposizione per i giovani del Good NewsFestival di Roma: «Le canzoni che ci arrivano ogni anno sono sempre più belle e ricche di significato; come un arcobaleno di colori che racconta di un rapporto personale di fiducia con Dio che genera altra fiducia e che, a sua volta, vuole essere raccontata».

Romasette, 20 giugno 2013

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