Ricordo di CORRADO BETTI

corradoRoma, 3 dicembre 2014

Corrado nasce a Roma nel 1934. Di lui si potrebbero dire tante cose, ma lasciamo che ce le racconti lui stesso. In un’intervista fattagli nel 2011 dalla rivista Città Nuova, racconta: “Le origini della mia famiglia sono in parte sicule, di Palermo, e in parte fiorentine. Una famiglia molto sana, che non navigava nell’oro, dalla quale ho assorbito tanti valori. Mio padre è morto quando avevo due anni, una mancanza che ho avvertito fino a quando non ho conosciuto il Movimento dei Focolari. Riguardo a Dio, ero al limite tra l’agnosticismo e l’ateismo. Volevo formarmi una bella famiglia, ma con le ragazze  non riuscivo a stabilire un rapporto che non fosse solo l’affettività; aspiravo però a qualcosa di superiore che ho intravisto quando, durante questa ricerca, ho incontrato Rosanna. Lei aveva conosciuto il Movimento già nel ’62”.

Seguono alterne vicende, ma qualche mese dopo Corrado ricevette l’indirizzo del focolare maschile di Roma.

Per chi non lo sapesse, il focolare nasce da un’ispirazione della fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, che lo definiva come “una convivenza, in mezzo al mondo, di persone vergini e coniugate, tutte donate, anche se in maniera differente, a Dio”.

Ma ritorniamo a Corrado che, pur recalcitrante, si recò in focolare e così prosegue nel suo racconto: “da allora ho avvertito una strana attrazione a tornare lì. Dopo due mesi, ho chiesto io stesso di essere inserito in un gruppo. Così, in un rapporto sempre più stretto, assorbivo la spiritualità del Movimento. Allora io lavoravo in una compagnia di assicurazione. Quando però mi è stato proposto un lavoro a Città Nuova (l’Editrice del Movimento), pur sapendo di contrariare i miei, ho detto subito di sì, senza nemmeno sapere che cosa sarei andato a fare di preciso, tanto ero sicuro che Dio non si sarebbe fatto vincere in generosità”.

Nel 1966 Corrado e Rosanna si sposano (proprio il 3 dicembre!) e prendono una decisione originale per il loro viaggio di nozze: “Il nostro viaggio di nozze è stato un po’ speciale, sembra una storia da romanzo! Mi attirava molto l’idea di offrirlo per il Movimento andando a trovare le nostre comunità nei Paesi oltrecortina (dove allora vigeva il regime comunista che vietava qualsiasi pratica o manifestazione a carattere religioso). Chiara è stata d’accordo…  Il nostro viaggio è durato 15 giorni in varie città e paesi dell’ex Jugoslavia”.

Dal matrimonio nascono due splendide creature: Emanuela e Daniele. Ma per raccontare quello che è stata la vita di questa bellissima famiglia ci vorrebbero giornate intere raccontate da Rosanna e dai loro ragazzi…

In seguito, Corrado chiede a Chiara una parola del Vangelo che potesse aiutare lui, e il suo matrimonio, a vivere una vita di santità e Chiara gliela indica in una frase del Vangelo di Giovanni: “La mia carne è vero cibo” (Gv 6, 55).

A Città Nuova Corrado si distingue subito per i rapporti che costruisce affrontando il lavoro non solo dal punto di vista professionale: “In meno di due anni il lavoro per conto terzi (il fatturato) dal 10 per cento è aumentato fino al 50/60 per cento, perché ho conquistato tanti clienti, cercando anzitutto di voler bene alle persone più che cercare a tutti i costi l’affare”.

Circa 40 anni fa, Corrado scopre di avere una malattia contratta per una disattenzione dei medici mentre veniva sottoposto a controlli clinici: è l’inizio di un “calvario” che vive con accettazione e l’attenzione di chi vuole restare sempre in donazione. Racconta: “Questi continui entra e esci dall’ospedale, queste sospensioni le ho prese come una grazia. E questo perché il fatto di essere malato ti dà una sensibilità particolare verso gli altri che soffrono. A chi mi chiede come sto, io rispondo scherzando: beh, c’è una battaglia in corso tra me e quello che sta dentro di me. Se l’Eterno Padre vuole eliminarlo, sa lui quello che deve fare.  Io ho 77 anni e sono cosciente che prima o poi quella porta si spalancherà: vale per tutti, ma in particolare per me che ho un fattore maggiore di rischio”. E prosegue: “Nel rapporto con Rosanna, i figli e tutti gli altri, non ti puoi deprimere, non te lo puoi permettere per niente. E poi (questa malattia) è qualcosa che tu puoi donare al tuo focolare di appartenenza, sennò che dai?”.

Un altro capitolo importante della vita di Corrado è il suo vivere per trasformare le strutture del mondo in cui vive, della sua amata Roma. Così ci scrive Alberto, suo ‘compagno  d’avventura’ in tante e tante di queste azioni:

Particolarmente intenso è stato il rapporto di Corrado con Igino Giordani (co-fondatore, con Chiara Lubich, del Movimento dei Focolari). Igino Giordani, noto all’interno del Movimento come Foco, fu suo testimone di nozze e tanta era la stima che Corrado aveva di lui che nel 2009 (dopo la morte di Foco) fondò a Roma l’associazione “Igino Giordani”. Ci teneva che si riconoscesse il carattere laico della sua iniziativa, anzi rivendicava una laicità tutta protesa all’umanità, così come Foco indicò con la sua vita, con la sua santità. A Corrado colpiva anche la santità di Foco. In un suo scritto dice:  “Quando ero più giovane, all’alba della mia conversione, mi capitò tra le mani un piccolo libro intitolato L’imitazione di Cristo. Ed ecco il punto! La Santità.

(…) I santi sono come dei fari: hanno indicato agli uomini le possibilità di cui l’essere umano dispone. Per questo sono interessanti anche culturalmente, indipendentemente dall’approccio religioso e di studio con cui li si avvicini. Un grande filosofo francese del XX secolo, Henry Bergson, ha osservato che ‘i più grandi personaggi della storia non sono i conquistatori, ma i santi’.

I suoi progetti ebbero tutti una vasta eco: dalla formazione civile dei giovani agli incontri con personalità dell’Islam, dall’ecumenismo alla coltivazione della passione per la lirica, dalla presentazione dei volumi di Giordani alla riflessione sistematica sui valori della Costituzione italiana: Corrado mise tutta la sua energia nell’Associazione. Negli ultimi tre anni, accompagnò il lavoro del Centro Internazionale Igino Giordani con contributi personali ed esperienze. Si sentiva integrato nella vita del Centro Igino Giordani e sentiva questo il coronamento della sua esistenza, spesa in donazione all’Opera e a Dio.

Ma vorrei terminare questo breve ricordo ritornando alla sua vita nel focolare. In questo ci aiuta anche il contributo di Fabrizio che per quasi 16 anni ha condiviso questa esperienza nel focolare di Roma.

Era facile ferirlo, amareggiarlo, ma allo stesso tempo bastava poco per renderlo felice e incantato. Il suo “broncio” si poteva sempre tramutare facilmente in gioia ritrovata, bene espressa da suoi occhi di bambino.

Esprime bene chi era ed è Corrado quanto Chiara Lubich disse tratteggiando la figura del  focolarino che essa definì come “un bambino evangelico”, che si fida di Dio Padre, e cerca di imitarLo amando il prossimo, sapendo ricominciare sempre ad amare, e che per questo è sempre stupito e incantato dalla Provvidenza che il Padre gli dona, a cominciare dalla vita soprannaturale che fiorisce tra fratelli che si amano e che pertanto godono della presenza di Gesù in loro e fra loro (cfr. Mt 18,20).

L’incanto che lo pervadeva in questa esperienza di vera fraternità con i fratelli e di profonda unione con Dio, Corrado spesso lo comunicava anche scrivendo di getto delle bellissime poesie. Terminiamo questo ricordo con uno stralcio di una di esse donatoci da Fabrizio: “nel 2007, ripercorrendo la sua vita, scrive una poesia dal titolo: “Mi hai rapito”, che ben esprime il cuore di tutto quanto era, è stato, è. Ne riporto l’ultima strofa:

«Poi un giorno

Quello da te deciso

Mi hai rapito e tutto ho compreso

La tua perseveranza ha fatto breccia

Il tuo Amore ha scaldato il mio cuore

E mi hai recitato il Salmo

Anima mia bella mia …

Come non dirti di sì?»

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