Papa Francesco riceve in udienza speciale 60 Vescovi amici dei Focolari

papa_francesco_focolari_2Un grazie ai vescovi giunti “dalle terre insanguinate” di Siria, Iraq e Ucraina

«Vi ha riunito a Roma l’amicizia con questo Movimento e l’interesse per la “spiritualità di comunione”…. In questi giorni la vostra riflessione è incentrata sul tema “Eucaristia, mistero di comunione”. In effetti, il carisma dell’unità proprio dell’Opera di Maria è fortemente ancorato all’Eucaristia, che gli conferisce il suo carattere cristiano ed ecclesiale. Senza l’Eucaristia l’unità perderebbe il suo polo di attrazione divina e si ridurrebbe a un sentimento e ad una dinamica solamente umana, psicologica, sociologica. Invece l’Eucaristia garantisce che al centro ci sia Cristo, e che sia il suo Spirito, lo Spirito Santo a muovere i nostri passi e le nostre iniziative di incontro e di comunione».

E ancora: «Il Vescovo è principio di unità nella Chiesa, ma questo non avviene senza l’Eucaristia: il Vescovo non raduna il popolo intorno alla propria persona, o alle proprie idee, ma intorno a Cristo» e il vescovo conformato a Lui «diventa Vangelo vivo, diventa Pane spezzato per la vita di molti con la sua predicazione e la sua testimonianza… viene spinto dal suo amore a dare la vita per i fratelli, ad uscire, ad andare incontro a chi è emarginato e disprezzato».

Quindi il Papa ringrazia in modo particolare i vescovi giunti «dalle terre insanguinate della Siria e dell’Iraq, come pure dell’Ucraina». «Nella sofferenza che state vivendo con la vostra gente, voi sperimentate la forza che viene da Gesù Eucaristia, forza di andare avanti uniti nella fede e nella speranza. Nella celebrazione quotidiana della Messa noi siamo uniti a voi, preghiamo per voi offrendo il Sacrificio di Cristo».

Infine un incoraggiamento «a portare avanti l’ impegno in favore del cammino ecumenico e del dialogo interreligioso. E vi ringrazio per il contributo che date ad una maggiore comunione tra i vari movimenti ecclesiali».

Il neocardinale Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok, moderatore del convegno si era rivolto a papa Francesco a nome del gruppo dicendo tra l’altro: «Nell’odierna situazione del mondo sentiamo che sia noi sia le nostre chiese particolari debbono essere capaci di ascolto e di dialogo. Sentiamo che non a caso Dio ci ha posti in contatto con una umanità ferita da molteplici mali. Portiamo in cuore anche oggi davanti a Lei i segni di tante lacrime, grida di disperazione, segnali di ricerca».

E ancora: «Di fronte alle enormi sfide di oggi ci sentiamo piccoli e a volte impotenti. Ma siamo fiduciosi in un amore più grande che ci ha chiamati e che ci ha amati talmente che ci ha dato la misura divina dell’amore, quella di essere pronti a dare la vita e, se occorre, di morire per gli altri. Questo passo lo sta vivendo il nostri fratello, vescovo amico della Libia, Mons. Innocenzio Martinelli  che non è tra noi perché vuole restare lì nonostante un reale pericolo di morte. Questo passo l’hanno fatto anche i due Vescovi amici della Siria, Mor Gregorios Yohanna Ibrahim, Siro-ortodosso, e il Metropolita Boulos Yazigi, Greco-ortodosso del Patriarcato di Antiochia, sequestrati cerca due anni fa e quasi dimenticati dall’opinione pubblica».

Un saluto particolare papa Francesco l’ha voluto dare a Maria Voce, presidente dei Focolari, presente all’Aula Paolo VI insieme ai vescovi. Ella reduce di un incontro in Germania con 150 rappresentanti di movimenti evangelici, ha portato al papa il loro saluto e la speranza nel comune impegno verso l’unità. Il Papa ha ringraziato: «Bene. Molto importante il lavoro ecumenico che portate avanti».

Papa Francesco aveva davanti a sé uno squarcio di mondo di 35 Paesi, dall’Asia (Corea, Thailandia, Myanmar, India) ai Paesi del Medio Oriente (Libano, Siria, Iraq, Algeria) all’Africa (Cameroon, Ethiopia, Uganda, Madagascar, Tanzania, South Africa), alle Americhe (USA, Haiti, Panama, Ecuador, Brasile, Uruguay) all’Europa (Germania, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo, Olanda, Austria, Svizzera, Rep. Ceca, Rep. Moldova, Romania, Slovenia, Slovacchia, Ucraina).

Al convegno (3-6 febbraio a Castelgandolfo), interverranno anche la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, e il copresidente Jesús Morán. Si ascolteranno pure esperienze e progetti di una pastorale più attenta ai rapporti tra i vescovi e i fedeli, all’impegno per l’unità dei vari movimenti esistenti sia nella Chiesa cattolica che in altre Chiese, ai dialoghi con gli altri cristiani e con le varie religioni.

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