L’associazione RomAmor incontra Emmaus e Jesus al Centro del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa

di Paula Luego e Giuseppina Azzolina

10 dicembre 2015

emmaus2Centro del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa, ore 15:30. Siamo Dino Impagliazzo, Edoardo Lagana e Paula Luego arrivano puntualissimi. L’attesa era grande, la voglia di ascolto e di comunione anche. Sappiamo di essere lì con tanti altri. Emmaus e Jesus ci accolgono con un grande abbraccio e la gioia è davvero unica. Il dialogo inizia da Dino che porta ad Emmaus il saluto dei suoi figli della comunità di Sant’Egidio che accompagnano quest’incontro con speciale interesse. Seguono spontanee le domande di Emmaus, e Dino si racconta. La sua memoria porta all’oggi la storia che va dall’apello di Chiara in Campidoglio il 2000 con il lancio dell’impegno dell’opera presente nella città di Roma nell’azione RomAmor; ai primi panini fatti nel quartiere e la voglia di “più fatti e meno parole”, fino alla mensa che oggi 4 volte a settimana offre un pasto caldo, buono e completo agli oltre 350 senza tetto delle stazioni ferroviarie di Ostiense e Tuscolana. Emmaus interviene con domande acute, vuole conoscere nel dettaglio la tipologia dell’amore che si cerca di offrire, quali sono i disagi, le caratteristiche degli amici senza fissa dimora, la “realtà”. Dino racconta del coinvolgimento inatesso e progressivo di persone provenienti da esperienze ed associazioni diverse che attraverso il volontariato trovano la strada per darsi e che oggi sono oltre 200, la maggior parte dei quali giovani.

Parliamo del coinvolgimento crescente dei membri del Mov. dei Focolari negli ultimi due anni, dall’invito fatto da Fons ai gen e le gen per la distribuzione dei pasti; al coinvolgimento di Paula assieme poi a tanti che vengono dai Castelli Romani e altrettanti che con Antonia, Donato, Naldi, arrivano da tutta Roma, nonchè dei colleghi di Paula dell’università della Sapienza ed altri. che ‘sentono’ sempre più di impegnarsi in questa iniziativa

Dino può condividere, in questo clima di ascolto genuino, il dolore della solitudine dei primi anni. Edoardo fa presente che tutta questa esperienza è sempre stata vissuta e condivisa con tutti i volontari.

Dino richiama l’attenzione al bisogno di sentire questa attività non come l’azione di un singolo o di singoli, ma portata avanti insieme dalla comunità presente in quello stesso territorio; e racconta del suo ultimo compleanno con oltre 100 persone a Via Spinola.

Si parla del bisogno di visibilità e Emmaus sottolinea che la nostra azione non va fatta “con interesse”, ma la ricaduta della visibilità è una conseguenza naturale.

emmaus11Edoardo condivide quanto possa essere importante oggi ripensare alla formazione delle persone non con degli standard classici “dentro” format prestabiliti, ma sull’azione e a contatto col reale, un training sul campo.

Jesus da particolare valore a queste affermazioni, in linea con quanto emerso col nuovo progetto dell’uscire insieme opportunamente preparati.

La condivisione si fa sempre più forte e viva.. In questi passaggi Emmaus e Jesus sembrano visibilmente coinvolti e grati. E’ un momento sacro per tutti. e sottolinea a Dino la sua gratitudine per “aver visto e avuto pazienza” …”ora, guardiamo avanti insieme, di noi hai tutto il supporto….vorremmo aiutarvi a far sentire una priorità quanto fate….”.

Si parla anche degli ultimi sviluppi e Paula racconta le esperienze di “reciprocità” avviate con (e non per) gli amici della strada portandole a cucinare con noi, iniziando percorsi verso il microcredito, facendo nascere una scuola d’italiano itinerante “con” loro, ecc. , come espressioni del valore aggiunto in queste periferie. Si condivide anche il bisogno di percorsi di formazione laica ispirati alla spiritualità di Chiara per coloro che fanno il volontariato, e raccontiamo del primo meeting di condivisione-formazione  intorno al tema dell’empatia in cui il contributo delle riflessionin sorte come inondazione della psicologia sono stati preziosi.

Si parla così di nuove sinergie, in funzione del bisogno reale del dolore e le esclusioni delle nostre città. Dei nuovi progetti (da sviluppare) in cui mettere in sinergia l’AIPEC (ass. Imprenditori EdC), per esempio.

Paula condivide le sue impressioni e quanto senta l’impegno per gli emarginati tipico del carisma di Chiara, per tirare dentro “l’ut omnes” quelli che non hanno la forza intrinseca per farlo. Si ricorda di quanto il nostro fare in campo sociale -con i poveri ed esclusi-  possa aiutarci, rivivendo l’esperienza fatta da Chiara e le prime pope durate la guerra, ad attuare concretamente il carisma in grado d’illuminare ogni periferia ed azione collettiva.

Emmaus e Jesus a questo punto sono consoni  con espressioni tipo: “siete arrivati nel momento giusto”, “sentiamo piena sintonia con ciò che dite”, “siamo in totale accordo”.

Verso la fine Dino racconta anche del desiderio di avviare un centro di prima accoglienza come passo concretto ulteriore per i rifugiati. Si parla della ricerca della casa che si stà facendo ed Emmaus conferma la sua disponibilità nel sostenere questo progetto.

Chiediamo ad Emmaus una parola conclusiva e lei dopo qualche tentenamento ci dice, con forte convinzione, più o meno così: “voi fate questo per amore e per amare, lo Spirito Santo è l’amore … credete e fidatevi di Lui”.

E’ passata più di un’ora e mezza. Nei saluti la gioia è ancora più profonda.

Sentiamo che questo incontro è stato come uno sguardo dal cielo … Maria che guardava questo “progetto” riconoscendolo suo.

Ci sono momenti che valgono una vita … a Dino soprattutto la nostra gratitudine per la sua.

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