Focolari: unioni civili non sono matrimonio, cambiare ddl Cirinnà

RadioVaticana – Un impegno deciso per cambiare il disegno di legge sulle unioni civili. A chiederlo ai parlamentari di tutti gli schieramenti è il Movimento dei Focolari a pochi giorni dall’inizio dell’esame del testo da parte del Senato. Molte le iniziative del movimento per sollecitare che il voto di chi siede in parlamento sia dato secondo coscienza, perché la legge sia risultato di maggiore ponderatezza e non prevalgano motivazioni ideologiche o l’affermazione dei diritti individuali sul buon senso e sul bene comune. Sul ddl Cirinnà, Adriana Masotti ha sentito i coniugi Marina e Gianni Vegliach, responsabili del Movimento Famiglie Nuove, diramazione dei Focolari:

sacramento-del-matrimonioR. – (Marina) Riteniamo che in questo momento anche di grandi cambiamenti della società e di nuove domande, è necessaria una legge sulle unioni civili. Però, questa legge – secondo noi – andrebbe molto migliorata. Chiediamo ai parlamentari proprio l’impegno di migliorare la legge sia per quanto riguarda i numerosi rimandi al diritto del matrimonio, che invece non è; la legge sulle unioni civili dovrebbe essere una legge nuova, che regolamenti un nuovo istituto per le formazioni sociali, mentre i richiami alla disciplina del matrimonio e quindi dell’art. 29 della Costituzione ci sembrano fuori luogo. E poi, tutta la parte relativa all’adozione, che è una materia che andrebbe senz’altro migliorata in questo testo.

D. – Chi è a favore dell’adozione del figlio di uno dei due partner da parte del compagno o della compagna, dice che è per il bene dei bambini; chi è contrario sostiene che i bambini hanno diritto, invece, a una mamma e a un papà …

R. – (Gianni) Penso che sia un’idea ancora valida: i bambini nascono sempre nello stesso modo, crescono sempre nello stesso modo. Sicuramente possono esserci casi particolari per cui ci sono delle situazioni che andrebbero regolamentate.

R. – (Marina) Questa forma di adozione apre sicuramente una possibilità di adozione da parte delle coppie omosessuali; il bene del bambino è invece avere un genitore padre e un genitore madre. La complementarietà dei due sessi è senz’altro il meglio per il bambino.

D. – Voi da anni lavorate a contatto con famiglie di tutto il mondo, di tutte le culture. Potete dire in sintesi dalla vostra esperienza, come vanno le cose nei Paesi dove l’equiparazione tra unioni civili – e quindi anche l’adozione – e il matrimonio “tradizionale” è già riconosciuta e praticata?

R. – (Marina) Sicuramente, in tutto il mondo si riconosce che il bambino che nasce e cresce in una famiglia dove ci sono un papà e una mamma e magari anche dei fratelli che vivono in armonia, questo è il meglio per il bambino. E’ il buon senso che lo dice, prima ancora di quanto possa dire la legge. Poi, sicuramente non si può generalizzare. Ogni bambino ha una storia e la sua crescita dipende da tantissimi fattori. Certamente, vediamo che le difficoltà maggiori per i figli insorgono quando la famiglia si spacca, quando c’è la perdita del genitore a causa di una guerra, ad esempio, o quando la famiglia si spacca perché non ci si capisce più.

D. – Come realizzate voi il diritto-dovere del cristiano di intervenire e di influire su temi così importanti in una Nazione?

R. – (Gianni) Noi cerchiamo prima di tutto di sensibilizzare le famiglie a essere protagoniste e a essere presenti in tutti i dibattiti, sia in campo ecclesiale ma anche in campo civile, in campo politico. Noi come Famiglie Nuove aderiamo al Forum delle Associazioni familiari che è da anni impegnato nel chiedere una tutela e una legislazione che sia più vicina alla famiglia in tutte le situazioni e in tutti i campi.

R. – (Marina) In questo momento, pensiamo che sia necessario un grandissimo impegno per migliorare questa legge. E poi, noi chiediamo delle vere iniziative a favore della famiglia: molte delle nostre persone sono impegnate proprio a diffondere questa idea; alcuni sentono anche di andare in piazza e noi veramente lasciamo libero ciascuno di agire in base alla propria sensibilità e in base alla propria storia.

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